Ad Hampi, in India, milioni di anni di erosione hanno modellato migliaia di rocce vulcaniche, creando oggi un panorama surreale tra le rovine dell’antico e rigoglioso impero di Vijayanagara.

 
STORIA E CULTURA
Tra terra e cielo
Dalla Norvegia alle rovine di un antico impero
 

LUNEDÌ 31 AGOSTO 2026 | DI CLAUDIO FRANZONI | TEMPO DI LETTURA: 2 MINUTI

*Questo articolo è uscito nel numero di Luglio-Agosto 2026 di Terre & Culture nella rubrica Il Pennino.

 

 

 

Una delle qualità di Egidio Tullio e di Angela Pasturini è che sanno trasformare le leggende in realtà. Ormai ci hanno abituato nel leggere dei loro viaggi ricerca, a scoprire posti, genti, storie passate e ad immaginare realtà lontane dalla nostra saccenza, a volte esacerbate da un ego smisurato, che ne limita la bellezza e la grandiosità ormai dimenticate. Ed eccoci a Hampi, il più grande sito dell’India dichiarato Patrimonio naturale dell’Unesco, esteso per oltre 30 chilometri quadrati nella regione del Karnataka. Quello che mi affascina nei loro racconti è l’annotazione, che conferma i miei studi ed anche letture sull’antica letteratura vedica, che le storie, gli Dei, da loro sapientemente raccontati, sono sempre molto simili tra loro, anche se in diverse zone del mondo. Pur considerando le differenze di luoghi, persone e tempi, ci dimostrano che rappresentano un’unica, meravigliosa storia, come lo è quella del Diluvio universale, raccontato in tutte le culture, in questo articolo in particolare con un salto dall’India a Teotihuacan, in Perù, riportando alla luce “antiche leggende tra terra e cielo”. I loro scritti riescono a farci immergere in storie che, a una prima lettura, possono anche sembrare astruse, ma che sono vive e vere.

Sensazioni simili, anche se avvolte in altri misteri, ci accompagnano nell’articolo di Anna Maria Mandelli, che ci porta in Bretagna con la storia del Graal, la mitica coppa alla base di imprese volte alla ricerca della conoscenza, che, come scrive alla fine dell’articolo, è in fondo la “nostra” conoscenza. Anche se passato alla storia come la coppa in cui fu raccolto il sangue di Cristo, personalmente ho sempre ritenuto il Graal non un qualcosa di materiale, ma di metafisico, di spirituale, come che rappresenti la ricerca, la vera ricerca di se stessi per quella Via che per molti è verso l’ignoto, ma che per me è verso la vera fede. In questo viaggio in Bretagna viene raccontata la storia dell’abate Henri Gillard e della chiesa situata nel cuore del villaggio di Tréhorenteuc, nella foresta di Broceliande, l’unica al mondo ad essere dedicata alla leggenda del Graal, dove il messaggio del Vangelo e quello della Tavola Rotonda parlano la stessa lingua.

Grazie ad Antonio Verteramo, dalla Bretagna viaggiamo fino a Trondheim, l’antica capitale norvegese, posizionata al 63° parallelo nord. Colpiscono subito le belle foto del quartiere di Bakklandet, affacciato sulla sponda est del fiume Nidelva, con le colorate case in legno risalenti al XVII secolo. Mi ha molto colpito la foto della cattedrale di Nidaros, la più a nord del pianeta, capolavoro d’arte romanico-gotica, costruita sul sepolcro di re Olaf II tra il 1070 e il 1300 e il fatto che sia posta sul cammino di Sant’Olaf, un percorso di pellegrinaggio simile a quello di Santiago di Compostela, che attraversa tutta la Scandinavia.

Io vi accompagno più vicino, nel territorio del Delta del Po, zona lontana dai grandi flussi turistici, ma piena di fascino per chi sa apprezzare il caleidoscopio della natura, che siano i tramonti, i voli degli uccelli lacustri, il caldo afoso come il freddo che ti entra nella pelle. Un mondo a parte ricco di tanto sole, ma anche di nebbie inaccessibili, di poche case che punteggiano vaste zone dove sembra che la presenza dell’uomo sia lontana, ma che invece, grazie ai lavori di bonifica, ha reso da inospitali a vere e proprie meraviglie naturalistiche. Un mondo da vivere in maniera diversa dalle visite a grandi abbazie o alle città d’arte, che tutti conosciamo come mete turistiche quasi obbligate, perché in queste zone bisogna saper apprezzare ciò che è lontano dalle rumorose città, ma che è vicino a quel bene ormai dimenticato che è il silenzio, anche dell’anima.

Altri articoli in Storia e Cultura:

La tua prossima lettura?