
Giardini di Villa d'Este, Tivoli
MARTEDÌ 23 DICEMBRE 2025 | DI CLAUDIO FRANZONI | TEMPO DI LETTURA: 2 MINUTI
*Questo articolo è uscito nel numero di Novembre-Dicembre 2025 di Terre & Culture nella rubrica Il Pennino.
In questo numero attraversiamo tutta l’Europa, partendo dalla Norvegia, per arrivare in Turchia, passando per Irsina, in Basilicata, e la valle di Tivoli.
È la prima volta che i nostri autori, in questo caso Ada Grilli, con l’apporto fotografico di Simone Prà, ci fanno vivere i paesaggi dall’alto grazie ai droni, questa volta per fini giornalistici e non bellici. In particolare i paesaggi incontaminati delle isole Lofoten, in Norvegia. L’effetto è straordinario, perché, pur non vedendo le singolarità, come negli altri articoli, ammiriamo la bellezza di questi luoghi da una visuale diversa, diciamo, completa, tranne per una casa rossa, un ponticello e una piccola cascata. Sempre alla scoperta della Norvegia ci conduce Taccuino di Viaggio, firmata da Gaetano Appeso, tra i paesaggi rarefatti e quasi solenni di Capo Nord.
Tutt’altro discorso per l’articolo su Irsina di Fabio Dal Cin che ci immerge, con i “piedi per terra” e i suoi racconti, in una trattazione che ci ricorda la natura e le tradizioni, anche architettoniche, che ben si identificano nel territorio. Tradizioni che sono alla base di ciò che ammiriamo nel silenzio dei luoghi, dove trovano il loro autentico significato. Cosa diversa per le grandi metropoli turistiche, dove, nel rumore della vita cittadina, si è persa la bellezza di vivere che ritroviamo, invece, anche in un singolo scorcio di paese, quale quelli di Irsina, lontano dai grandi tour, ma pieno di quell’amore per se stessi e per la propria terra che esplode dai colori, dalle scale, dalle fontane, dai “bottini” e dalle storie di santi e sante di cui è piena la nostra tradizione.
Da qui in Turchia. Prendo l’occasione per ringraziare Egidio ed Angela per regalarci, ancora una volta, le storie dei loro viaggi, che, è proprio il caso di dire, ci fanno entrare “fisicamente” in un mondo ormai da noi dimenticato e, molte volte, sconosciuto. Con loro ci si avventura in un passato, anche dipinto dalla mitologia, che rivela le nostre radici, perse nel limbo di una “civiltà” spesso sorda, perché ormai lanciata verso il futuro supertecnologico e altri pianeti. Futuro che nasconde, però, l’allontanamento da una storia dipinta o incisa su pietra millenni or sono, che rappresenta ciò che eravamo e ciò in cui credevamo. Con Egidio e Angela anche i miti, che molti ritengono solo favole o poco più, rivivono nel loro splendore attraverso i viaggi intorno al mondo che questi due “archeologi del futuro”ci raccontano.
Un grazie lo rivolgo anche ad Antonio Olivieri, che ci porta in questo numero nella valle dell’Aniene, tra le ville di Tivoli. Da questo articolo riemergono la bellezza e l’armonia di manufatti che ci fanno riflettere sull’uniformità delle nostre architetture cittadine, molte volte sovrapponibili, che non hanno niente che possa, anche lontanamente, esprimere amore per il territorio su cui sono state edificate. Qui, in questo articolo, riemerge la bellezza della civiltà e cultura romana, come potete osservare nelle colonne, nei bagni, nelle piscine, nelle terme, nei colori.
Guardare questi paesaggi e poi le nostre città, specialmente nelle periferie, ormai degradate anche umanamente, mi lascia un certo amaro in bocca e la sensazione che abbiamo lasciato al passato il meglio di noi stessi.






