Particolare delle case medievali che circondano Piazza della Cisterna, cuore del borgo toscano di San Giminiano, in Val d’Elsa, all’incrocio tra la Francigena e la via che collegava Pisa a Siena.

 
STORIA E CULTURA
Gioielli del Medioevo
Dalla Val d'Elsa ai pozzi sacri della Sardegna
 

MERCOLEDÌ 28 OTTOBRE 2026 | DI CLAUDIO FRANZONI | TEMPO DI LETTURA: 2 MINUTI

*Questo articolo è uscito nel numero di Settembre-Ottobre 2026 di Terre & Culture nella rubrica Il Pennino.

 

 

In questo numero la redazione ha deciso di pubblicare come primo itinerario un mio articolo su San Gimignano, luogo affascinante della Val d’Elsa che mi ricorda, oltre la mia gioventù, l’amore che ancora provo per il Medioevo e per tutto ciò che lo riguarda. Un capolavoro architettonico e storico, addormentato su una collina. Camminare per le sue strade, sui suoi ciottoli, osservare le torri o la fontana, mi ha regalato la sensazione di quando cammino nella mia vecchia Bologna, quella che ancora si salva dall’incuria e dal degrado, dimenticando che un albero vive sulle sue radici e, se vengono tagliate, l’albero muore. Camminando in quel tratto di Toscana, tra le sue luci e ombre che si addormentavano verso sera sull’acciottolato, ho rivissuto questo e l’ho voluto ricordare in queste pagine di Terre & Culture, perchè rappresentano un ricordo, un avvertimento, ma anche la possibilità di scrivere le proprie sensazioni e riflessioni su “tutto ciò che ci circonda”.

Poi Scanno, perla incastonata nel Parco Nazionale d’Abruzzo, scritta dal nostro editore. Forse ancora più che San Gimignano, in questo borgo si respira l’aria di antico. Basta osservare le immagini, le stradine che si sovrappongono, le cimmose, per dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, le bellezze della nostra Italia, al di là delle solite mete turistiche sovraffollate, e che in certi luoghi domina ancora il silenzio e la suggestione di vivere in tempi passati, forse fin troppo velocemente dimenticati. Una cosa che mi ha colpito è la nota che a Scanno, in epoca feudale, avesse sede un’Università, direi sconosciuta, superata dalle altisonanti Parigi, Bologna, Salerno, Padova… Non lo avevo mai letto e questo fatto denota che anche in mezzo a queste montagne la cultura, quella vera, viveva e creava altrettanta cultura. Nelle vicinanze del borgo da visitare il lago di Scanno, situato nei monti Marsicani, il bacino naturale più vasto d’Abruzzo.

Il terzo viaggio è lungo la Costa dei Gelsomini, a Gerace, un borgo che ricorda molto da vicino Scanno, con le sue case quasi sovrapposte, stradine lastricate spalleggiate da abitazioni in pietra. Mi riporta subito alla mente Assisi o San Marino, per ricordare due luoghi a cui sono affezionato. Gerace, nell’alto Medioevo, è ricordata come la “città dalle cento chiese”, appellativo che riassume una delle caratteristiche di questo periodo: il senso di infinito, di cristianità, la centralità di luoghi per elevare a Dio le proprie preghiere.

Dalla Calabria ad un interessante articolo degli ormai noti Egidio e Angela, gli archeologi dei luoghi sconosciuti. Questa volta ci portano ad una riflessione sui pozzi sacri e sulle straordinarie similitudini tra quelli in Messico e in Sardegna, quasi vi fosse stata un’unica “mano” responsabile della loro costruzione a migliaia di chilometri di distanza. Come è possibile, da ciò che si evince dalle foto, che siano così simili se non identici, impressionanti nella loro uniformità? Chi ha trasportato le cognizioni per costruirle in questo modo? In che epoca è accaduto? Sono domande alle quali rispondono e risponderanno i nostri due amici archeologi.. Termino però riprendendo e anticipando un passo dell’articolo: “Abbiamo un lungo elenco di nazioni da visitare per aumentare le analogie costruttive perdute nel tempo, allo scopo di dimostrare che una civiltà antica, nella notte dei tempi, si prese cura della nostra evoluzione.”

Meditate gente, meditate…

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