Il ponte romano di San Vittore di Genga, un’antica struttura in pietra situata all’ingresso della Gola di Frasassi che attraversa il fiume Sentino, proprio di fronte all’abbazia di San Vittore delle Chiuse (ph: Fabio Dal Cin)

 
STORIA E CULTURA
Cattedrali di roccia e d'arte
Dalle grotte di Frasassi al deserto dell'Uzbekistan
 

LUNEDÌ 29 GIUGNO 2026 | DI CLAUDIO FRANZONI | TEMPO DI LETTURA: 2 MINUTI

*Questo articolo è uscito nel numero di Maggio-Giugno 2026 di Terre & Culture nella rubrica Il Pennino.

 

 

In questo numero di maggio/giugno viaggiamo a Frasassi, a Longiano, a Nazca e in Uzbekistan.

Fabio Dal Cin ci regala un racconto sulle grotte di Frasassi, alla scoperta di un cammino sotterraneo che rappresenta una delle meraviglie dell’Italia. Le ricordo. Eravamo in gita con la scuola media, in una giornata uggiosa. Entrammo in fila guardandoci attorno. Arrivati alla grande grotta mi sentii sopraffatto da tanta grandezza, come se mi gravasse un peso sul capo, la stessa sensazione che provai nella grotta di Majorca. Il non riuscire a delinearne i contorni precisi mi confondeva. Prima uscivo e meglio era. Ma rimasi insieme al gruppo per arrivare in fondo al percorso. E vidi la maestosità della Natura. Abbagliato ne cercai le spigolature, i giochi di luci, il freddo, l’umidità, immaginando i primi speleologi marchigiani che nel 1971 si inoltrarono in cotanta bellezza. Nell’articolo l’autore scrive anche dell’abbazia di San Vittore e del ponte sul fiume Sentino. Noi, oltre alle grotte non visitammo altro, anche perché stava infuriando un temporale. Saliti sul pulmann, via verso casa. Quelle emozioni, seppur velate da affanni, sono riemerse dal mio passato insieme alla ricerca delle diapositive che scattammo quel giorno.

Poi l’articolo del nostro editore Lorenzo Franzoni, che era un po’ di tempo che non ci accompagnava con i suoi racconti di viaggio. Questa volta lo fa con un salto nel Medioevo: Longiano. Scrigno di modernità e tradizione, arte e storia. Grazie ad Egidio, che ormai conoscete, siamo andati a visitare questo borgo incastonato nelle colline romagnole. Come in tutti i borghi medievali si respira l’aria di un tempo passato rimasto fortunatamente inalterato, a differenza, purtroppo, delle scelte urbanistiche dei giorni nostri, con palazzi e palazzine tutte uguali e senza sentimento. Qui, invece, ogni pietra, finestra, colore ha un significato. Arrampicandosi sulle strette stradine acciottolate si arriva al castello malatestiano, posto in posizione strategica, come regola voleva allora. Dalla terrazza si apre la vallata e la vista sul mare. All’interno vi è il museo della Fondazione Tito Balestra, che ospita opere d’arte contemporanea. Il passato si unisce al contemporaneo facendoci fare un salto di secoli, come se il tempo, qui, non fosse trascorso.

Una nuova avventura con Egidio con l’immancabile Angela che ci accompagnano a Nazca, zona conosciuta da tutti per le sue famose linee che, sorprendentemente, resistono nei secoli, affascinando come la prima volta che vennero scoperte nel lontano 1927. È stata scritta tanta letteratura su questa meraviglia e ogni scrittore ne ha dato significati diversi. Ma il mistero rimane. Egidio e Angela, come al solito archeologi di rango, ne danno la loro versione. E non mancano gli dèi. Non vi preannuncio niente. Da leggere. 

Infine Ada Grilli ci accompagna in Uzbekistan, con un bell’articolo che spazia tra il turismo e la letteratura, raccontandoci, per chi non la conoscesse, la straordinaria storia di Igor Savitsky, l’artista che salvò migliaia di opere del cubismo, del futurismo e dell’astrattismo russo degli anni ’20 dalla censura e dalla distruzione operata dall’Unione Sovietica. Il tutto attraverso la penna di Giulio Ravizza. Da leggere l’intervista.

Trasgredendo alla logica di questa pagina, non posso non citare l’editoriale del nostro direttore Claudio Venturelli, che ci ricorda Dario Fo, di cui era amico. Le celebrazioni, che hanno preso il via in anteprima in Umbria, continueranno a diffondersi con oltre 100 produzioni teatrali e artistiche in tutto il mondo. Per l’occasione verranno riproposti i grandi capolavori del suo repertorio, come il celebre Mistero buffo, insieme a proiezioni cinematografiche e mostre che omaggiano il suo talento di pittore e scenografo.

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