
Un segnale stradale, nella Lapponia finlandese, avverte circa la presenza di zanzare, oggi considerate gli animali killer più pericolosi al mondo. Non solo: nel corso della storia sono state più letali di qualsiasi arma o invenzione umana.
SABATO 25 OTTOBRE 2025 | DI CLAUDIO VENTURELLI | TEMPO DI LETTURA: 3 MINUTI
*Questo articolo è uscito nel numero di Settembre-Ottobre 2025 di Terre & Culture come Editoriale.
Nell’estate appena passata tutti i media hanno dato la notizia del decesso collegato a un virus trasmesso dalle zanzare in qualche regione d’Italia, a volte esagerando la notizia a volte sottovalutando il problema. Il 2025 è un anno che per il momento ha fatto segnare dei record, sia per il numero di ammalati sia per i decessi. I dati definitivi li avremo a fine anno, ma a fine settembre si contano quasi 700 casi di West Nile, malattia che ormai è diventata endemica. Quello che ha preoccupato, però, è stato il numero di casi di Chikungunya, ben 309 di cui 268 in persone che non hanno fatto viaggi all’estero, e 166 casi dengue dei quali 4 che non si sono spostati dall’Italia. Questi due virus sono presenti solo in alcune aree del Mondo ma non in Italia, perciò chi si ammala, di norma, lo fa viaggiando.
Immaginiamo un mondo senza zanzare, come se non avessero mai abitato la Terra!
Il mondo sarebbe così come lo conosciamo oggi o avrebbe un aspetto diverso nei suoi confini geografici e per le popolazioni che lo abitano? Proviamo a pensare come poteva essere e come si è modificato per cause forse non note a tutti.
Le zanzare hanno avuto e hanno tutt’ora un ruolo assai importante, più di ogni altro animale con cui condividiamo il nostro villaggio globale, perché riescono a vivere ovunque: dall’equatore al polo nord trovano sempre un ambiente adatto per completare il loro ciclo vitale dimostrando un elevato grado di adattabilità che ha permesso loro di vivere nei contesti più disparati: pianura, montagna, habitat marini.
Spulciando tra i libri scopriamo che esse sono state assai più letali di ogni altra arma o invenzione umana, da Alessandro Magno a Gengis Kan, grandi condottieri morti per malaria, e, secondo alcuni studi, anche il declino della civiltà greca può essere collegato alle febbri malariche che colpirono le popolazioni del Peloponneso e dell’Attica, come gli antichi romani pare che abbiano difeso la loro città chiudendo le porte e aspettando che l’esercito nemico, accampato fuori le mura, fosse indebolito e decimato dalla malaria. Ai tempi dei Romani, la malattia veniva definita “Mala Aria” proprio perché colpiva le popolazioni che vivevano vicino alle paludi dove si respirava una cattiva (mala) aria; e, ancora oggi, viene considerata l’animale killer più pericoloso al mondo, escludendo l’uomo, naturalmente. Nel 2023, secondo l’ultimo report dell’OMS, si sono registrati 263 milioni di casi di malaria a livello globale e 597 mila decessi. In Italia questa malattia è ormai debellata, ma si registrano comunque ogni anno alcune centinaia di casi importati, 798 nel solo 2023. I bambini di età inferiore a 5 anni hanno rappresentato il 73,7% di tutti i decessi per malaria nel mondo.
Sembra che 21 papi siano morti di malaria, come pure poeti, artisti e validi condottieri. In francese la stessa malattia si chiama Paludisme: un nome molto esplicativo. Solo nei primi anni del 1900 uno scienziato italiano, Grassi, scoprì che a trasmettere il plasmodio della malaria era proprio la zanzara, ma la battaglia non è stata vinta.
Riallacciandomi a quanto detto sopra, oggi le zanzare hanno ricominciato ad insidiare anche le popolazioni ricche del mondo, tornando ad essere un problema di attualità. Chissà che non si riesca davvero ad arginare il problema con investimenti seri sia sulla corretta informazione sia sulla disponibilità di risorse sufficienti per una lotta efficace o quantomeno per la messa a punto di vaccini capaci di sconfiggere la malaria e le altre malattie che le zanzare sono in grado di trasmettere.
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