antico stampo che veniva poi impresso su tela per ricreare splendidi motivi ripetitivi floreali e geometrici

 
EDITORIALE
Le tele stampate romagnole 
 
 

MERCOLEDI 25 FEBBRAIO 2026 | DI CLAUDIO VENTURELLI | TEMPO DI LETTURA: 3 MINUTI

*Questo articolo è uscito nel numero di Gennaio-Febbraio 2026 di Terre & Culture come Editoriale.

 

 

Le tele stampate romagnole, diffuse storicamente in centri come Gambettola, Cesena, Santarcangelo di Romagna, Forlì e Ravenna, rappresentano una delle espressioni più autentiche della cultura materiale dell’Italia centro-settentrionale. Nate in un contesto rurale e artigiano, queste stoffe non erano semplici elementi decorativi, ma oggetti d’uso quotidiano, pensati per durare nel tempo e accompagnare la vita domestica.

La tradizione delle tele stampate a Gambettola nasce tra fine ’800 e primo ’900, in un contesto rurale e artigiano. Gambettola era un paese di artigiani, ferrovieri e contadini, dove quasi tutto si faceva in casa, compresi i tessuti per la vita quotidiana. Le famiglie usavano tele grezze di lino o cotone, spesso tessute localmente, che venivano poi stampate a mano per: tovaglie, lenzuola, teli da corredo, sacchi e tendaggi. In origine, le tele stampate romagnole nascono come “coperte” per riparare i buoi che venivano vestiti a festa in occasione di ricorrenze particolari ma anche quando faceva troppo caldo o troppo freddo.

Realizzate su lino o cotone grezzo, le tele venivano stampate con tecniche manuali o semi-artigianali — col mazzuolo che batteva sullo stampo, a rullo, a matrice o, più tardi, in serigrafia — utilizzando una palette cromatica limitata ma intensa: rosso romagnolo, blu indaco, nero e marrone. Le stampe tradizionali erano fatte con la ruggine di ferro, aceto e farina ma, all’esigenza, venivano usati anche altri colori. La scelta dei colori non era casuale, ma rispondeva all’esigenza di resistere ai lavaggi frequenti e all’usura. I motivi decorativi delle tele romagnole sono prevalentemente floreali stilizzati o geometrici, organizzati in pattern ripetitivi. Questa ripetizione crea un senso di ordine e ritmo che riflette i valori fondamentali della società contadina: stabilità, continuità, misura. La decorazione non è mai eccessiva o narrativa, ma discreta e funzionale, capace di impreziosire senza ostentare.

Le tele stampate avevano un forte valore culturale e sociale. Erano parte del corredo matrimoniale, segno di cura e dignità della casa, e testimoniavano un sapere tramandato, spesso legato al mondo femminile, fatto di scelte estetiche, conservazione e riuso.

 

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