Da sinistra: Pierre Bonaretti, Orlando Piraccini e Angelo Fusconi, che ha creato l’Officina dell’arte, spazio espositivo che ospita sculture e dipinti di autori locali.

 
EDITORIALE
Da bottega del fabbro 
a officina dell'arte
 

MARTEDÌ 23 DICEMBRE 2025 | DI CLAUDIO VENTURELLI | TEMPO DI LETTURA: 3 MINUTI

*Questo articolo è uscito nel numero di Novembre-Dicembre 2025 di Terre & Culture come Editoriale.

 

 

Nei diversi ambienti, sempre più spesso, arte e cultura nell’altra. Così dalla musica alle arti grafiche, teatrali e cinematografiche si possono vivere spaccati di vita contadina, produttiva e quella di tutti i giorni, entrando in contatto con una realtà presente e passata che fa riflettere, sognare e divertire.

A Cesena da qualche anno è nata l’Officina dell’Arte, una realtà molto apprezzata da un pubblico sempre più numeroso che partecipa a eventi organizzati per mettere in contatto il presente e il passato, offrendo uno spazio espositivo ad artisti locali e non solo. L’Officina dell’Arte è uno spazio espositivo e culturale che fino a qualche decennio fa era una bottega dove lavoravano due fratelli, Urbano e Amedeo Fusconi, svolgendo l’antico mestiere del fabbro.

Ma oltre alle lavorazioni in ferro di elementi necessari in ambito urbano, iniziarono a dar vita al loro estro artistico, realizzando pezzi decorativi in ferro battuto che ancora oggi sono in bell’esposizione. Nella vecchia bottega, l’arte si respira appena si varca la soglia, grazie all’impegno di Angelo Fusconi (figlio di Urbano e nipote di Amedeo) che nel 2019 ha trasformato quegli spazi in un museo della memoria e spazio espositivo che ospita dipinti e sculture di autori locali come Fortunato Teodorani, Giannetto Malmerendi, Ettore Bocchini, e di figure della pittura cesenate del dopoguerra come Alberto Sughi, Giovanni Cappelli, Luciano Caldari, Ilario Fioravanti.

Naturalmente sono presenti anche opere di artisti viventi e contemporanei, come Obes, Gazza, Osvaldo Piraccini, e altri ancora. Come già detto L’Officina dell’Arte si è affermato in pochi anni come centro dinamico di eventi, incontri, e promozione artistica, ospitando numerose iniziative di autori affermati e scoprendo nuovi talenti emergenti. A cavallo tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 ha creato la “Vetrina per giovani artisti”: iniziativa dedicata a sette artisti emergenti romagnoli (tra cui Brigitta Bonaldo, Matilde Fabbri, Gaia Venturelli, Michele Fontana (Millo 00), Susanna Lelli, Zinaida Capatina, Maria Chiara Pacchierini). La seconda edizione si è svolta a un anno di distanza, con la partecipazione di artisti provenienti anche da altri Paesi ma che si sono formati in Romagna (Ludovica Brighi, Jessica Bruschi, Anica Kitanoska, Anna Lepekhina, Lucilla Rossi, Nicola Monopoli, con un’ampia varietà di tecniche e stili. Come ricordato da un articolo su Corriere Romagna, l’Officina nasce proprio dal “connubio di cultura e buon vivere”, tipico dello spirito romagnolo: un modo di fare arte che non separa la bellezza estetica dalla convivialità e dalla vita comune.

L’Officina dell’Arte di Cesena rappresenta un modello di come l’arte, la memoria e l’identità di un territorio possano rinascere attraverso un progetto di rigenerazione culturale. Da ex fucina di ferro a galleria d’arte, da passato di lavoro a futuro di creatività: un simbolo di rinascita e di valorizzazione dell’eredità locale.

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