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Leonardo "zoologo" Featured

Casa natale di Leonardo da Vinci, in località Anchiano Casa natale di Leonardo da Vinci, in località Anchiano

Questo è l'anno di Leonardo, un uomo conosciuto in tutto il mondo per il suo incredibile genio. Iniziava molti lavori e non ne terminava quasi nessuno, poiché ricercava sempre, come un'ossessione, quella “perfezione” che raggiunse col suo dipinto più famoso, La Gioconda.
Il piccolo Leonardo nacque da un amore sbocciato presto tra la madre, giovane contadina che lavorava nelle terre del nonno paterno, e il figlio del padrone col quale, in una splendida notte stellata del mese di agosto, concepì quella creatura. Alla giovane contadina fu tolto quel bambino perché considerato il frutto di un amore impossibile. Il nonno paterno di Leonardo aveva altri progetti per il suo primogenito e vietò il matrimonio tra il figlio e quella donna che gli aveva rubato il cuore. Alla mamma fu consentito di tenere il bambino, ma solamente in qualità di nutrice e lo allattò fino all'età di 18 mesi andando nella casa dove il piccolo abitava con lo zio, fratello del padre, e con il nonno.
Il piccolo crebbe nella casa padronale e, nonostante tutto, poté godere di rispetto e protezione da quella  stessa famiglia che gli proibì in seguito di frequentare gli studi notarili. Leonardo era un figlio illegittimo e come tale rimaneva tagliato fuori dai diritti dei figli legalmente riconosciuti, e poi  era anche “mancino”, altro difetto, per l'epoca. Il nonno gli garantì una buona istruzione pagando dei tutori che dovevano insegnargli la matematica, la fisica, la letteratura, ma i suoi professori venivano messi in crisi dalle domande del piccolo Leonardo che poté giovarsi di un suo tutore particolare col quale stabilì un rapporto d'eccellenza: Francesco, il fratello di suo padre. Fin da piccolissimo con lo zio si avventurava tra i boschi e le verdeggianti colline, faceva belle passeggiate tra gli alberi e le distese di grano, nei boschi, lungo i percorsi di torrenti e fiumi. Uscivano al mattino presto ad ammirare l'alba e spesso tornavano a casa col buio al sorgere della luna. Comprese fin da piccolo che fiori e farfalle intrecciavano le loro vite in una lotta per la sopravvivenza anche se non riuscì a darsi delle risposte su come ciò potesse accadere. Trecento anni dopo, il grande scienziato Charles Darwin definì questi rapporti come una "Struggle for life" ovvero “lotta per la vita”. Nel suo percorso formativo studiò e disegnò quegli insetti leonardeschi che possiamo collocare in tre categorie. La prima è quella dei veri e propri studi di insetti rifiniti con cura del dettaglio. La seconda e più vasta categoria include insetti che Leonardo ha disegnato per studiare il volo.  Nella terza categoria ci sono quegli insetti usati nei suoi pittogrammi, che secondo alcuni dimostrano il suo senso dell'umorismo ma che riescono a emozionare chi riesce a scoprirli.
Studiando i suoi quadri e osservando i suoi diari, i suoi “codici”, si potranno evidenziare, così, le “emozioni Vinciane” e trovare nuovi spunti per aumentare la conoscenza di uno degli uomini più famosi al mondo.

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