Marmolada, Canazei, Trentino Alto Adige

Ghiaccio caldo

L'attualità dei classici in tempo di crisi
MERCOLEDI 03 AGOSTO 2022 | DI CLAUDIO VENTURELLI | TEMPO DI LETTURA: 1 MINUTO
*Questo articolo è uscito nel numero di Luglio-Agosto 2022 di Terre & Culture come Editoriale

La siccità che ha colpito un po' tutta l'Europa ma soprattutto l'Italia, in questo periodo sta creando disagi e preoccupazioni. È vero che ci sono stati periodi siccitosi anche in passato e che si tratta di fenomeni periodici, però vedere in questo momento i fiumi in secca, il letto di alcuni laghi percorribile in biciclette, pezzi di millenari ghiacciai che si staccano all'improvviso, non può e non deve lasciarci indifferenti. Senza pensare da catastrofisti, ci si rende conto che diventa sempre più necessaria una analisi corretta e apartitica. Il cambiamento climatico è evidente, eppure ancora qualcuno ha il coraggio di esprimere concetti negazionisti. Non è condivisibile il punto di vista di coloro che non vogliono ammettere una responsabilità da parte dell’uomo e del suo modo di vivere la modernità dominata dal consumismo e dall’uso e getta. Ciò che buttiamo ci torna indietro sotto varie forme e allora è indubbio che un esame di coscienza andrebbe fatto. Bisognerebbe fermarsi e riflettere per ridisegnare nuove strategie capaci di invertire la marcia, ma non sarà cosa facile. D’altronde la generazione dei sessantenni ha capito di aver sbagliato su più fronti e forse vorrebbe rimediare ridimensionando quelle politiche consumistiche, ma soprattutto ascoltando le nuove generazioni alle quali il nostro Mondo andrà in eredità. È giunto il momento di dar loro fiducia e spazio per fare proposte che tengano conto della situazione reale e non di quella mistificata dalle potenti Lobby mondiali.

La speranza è quella di limitare i danni per non dover assistere ancora a scene come quella della Marmolada, capace di distruggere vite umane e di ipotecare il futuro. I ghiacciai sono riserve d’acqua troppo importanti per l’intero ecosistema e la temperatura in continua crescita registrata negli ulti trent’anni non li salvaguarda di sicuro.