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Alaska e Groenlandia. Due ecosistemi a rischio Featured

Non bisogna essere preveggenti o meteorologi per capire cosa stia accadendo. Basterebbe guardarsi attorno, ma è anche vero che bisogna essere capaci di farlo e, soprattutto, dovrebbe interessare farlo. Poco o niente di serio e di programmabile è stato deciso per l'ambiente e il territorio. Questa è la verità e come sempre saranno le popolazioni a subire e ad avere la forza di rialzarsi, anche dopo ciò che abbiamo visto a metà luglio: spiagge o città colpite da violente e insolite grandinate, inondazioni che continuano a martoriarci, temperature strane o l'anticiclone delle Azzorre che non fa più il suo dovere, ossia di salvarci dalle correnti fredde e umide che provengono da Nord.
I nostri vecchi dicevano: “Con la prima pioggia di agosto l'estate è finita”, ed avevano ragione, perché c'era una logica in questo loro detto, logica che si è persa.
Sono anni che scrivo per sensibilizzare chi ancora non lo è, per fare capire che l'ambiente è come un orologio, un enorme orologio, ogni rotella era stata posizionata al suo posto dopo l'ultima glaciazione e tutto funzionava benissimo. Ora quelle stesse rotelle non sono più al loro posto e la conseguenza è quella che stiamo vedendo o subendo, dipende dai casi.
Colpa dell'uomo?
Colpa di movimenti in atmosfera?
Gli scienziati ci stanno ancora pensando. Quello che è certo è che il clima è fuori controllo, che la biodiversità sarà poco a poco distrutta. Ma cosa importa all'homo politicus ed oeconomicus che gli orsi bianchi si estinguano, che le api muoiano anche per colpa di pesticidi mai tolti dal mercato, che le stagioni non seguano il loro ciclo naturale? Niente, ci sono da coordinare le prossime elezioni quali che siano, da seguire le leggi di un'Europa politica che corre sempre più da sola, di una economia e di un sistema industriale che non potranno durare a lungo.
E gli orsi bianchi? Chissà quando sarà compreso che il futuro dell'orso bianco è più importate della Borsa? E, come se non bastasse, dalla Russia all'Alaska è tutto un rogo e la Groenlandia si sta sciogliendo con conseguenze catastrofiche sia per la quantità di anidride carbonica liberata in atmosfera che non sarà più riassorbita, sia per l'enorme quantità di acqua dolce che finirà nell’oceano, abbassando così la salinità e provocando non solo lo sconvolgimento delle correnti oceaniche e delle stagioni ma anche, non meno importante, l'innalzamento del livello degli oceani con scenari facili da decifrare.
Bisogna raffreddare il pianeta. Subito.

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